Quest’area è caratterizzata da grandi e lunghi contrafforti che avevano la funzione di far defluire verso l’alto l’esplosione senza coinvolgere altri reparti.
Lo strato di terra di circa cinque metri, sovrastante il soffitto spesso un metro, aveva la funzione di assorbire parte dell’energia associata all’onda d’urto prodotta dall’esplosione, prima che questa trovasse sbocco verso l’esterno. Un ulteriore ostacolo alla sua violenta diffusione era la disposizione a zig-zag del tunnel d’accesso, con sfoghi per l’aria nei punti di cambiamento di direzione.
Le impastatrici erano sistemate in un locale a volta coperta sotterranea, costruito in calcestruzzo.
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La sua struttura, a differenza di quella del fabbricato per la nitrazione, era stata progettata per resistere agli effetti dirompenti di una deflagrazione accidentale.
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