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ECOMUSEO COLOMBANO ROMEAN – Forno della comunità

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Un tempo i forni appartenevano a tutta la comunità e la panificazione costituiva un appuntamento importante per l’intero villaggio; si ripeteva normalmente una volta alla settimana ed ogni famiglia vi partecipava con impegno e responsabilità, secondo modi e tempi prestabiliti.

L’accensione del forno era a carico delle singole famiglie e regolata da turni precisi; si effettuava a rotazione in quanto la quantità di legna, necessaria al raggiungimento della giusta temperatura, era maggiore. Quando i mattoni refrattari della cupola diventavano bianchi, il forno era caldo e  si poteva pulire per l’infornata. La brace si asportava con un raschietto legato ad un lungo bastone e si deponeva in una buca ricavata nel pavimento.

Per eliminare ogni residuo di cenere, il piano del forno si spazzava con una specie di scopa realizzata con rami di salice, fronde di pino o stracci legati all’estremità di un bastone.

Il forno poteva contenere fino a 60 pani. Più famiglie partecipavano alla stessa infornata, e per questo motivo il pane doveva essere marcato con un caratteristico segno di riconoscimento, una croce, una virgola, le iniziali…

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Terminata la panificazione, prima che il forno si raffreddasse, venivano infornate torte d’erbe o di mele e piccole forme di pane modellate a forma di trecce, animali o pupazzi per i più piccoli. L’accensione del forno costituiva un momento di aggregazione e di festa e non mancava mai una torta abbastanza grossa da poter essere mangiata tutti insieme per merenda!

Contactos

morada Via Fransuà Fontan, 1 - Salbertrand (Torino)

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